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giovedì 23 giugno 2011

AFRICA JAMBOREE

AFRICA JAMBOREE

Africa Jamboree Logo

E' con piacere che riceviamo la richiesta da parte dell'intendenza dell' Africa Jamboree di ottenere il nostro patrocinio: la nostra Associazione ne darà quindi uno "doppio": uno da parte del clan di Giunglasilente e l'altro da parte di A.S.C.I. - ESPLORATORI E GUIDE D'ITALIA. La fattiva collaborazione di A.S.C.I. - ESPLORATORI E GUIDE D'ITALIA si è fatta sentire già dalla prima riunione in cui un nostro delegato, Umberto Maria Fantò ed un membro della Giunglasilente hanno già gettato le fondamenta per l'organizzazione di questo grandioso evento.
A.S.C.I. - ESPLORATORI E GUIDE D'ITALIA si sta già organizzando internamente per dare maggior appoggio possibile all'iniziativa. Siamo lieti quindi di dare il nostro patrocinio ad un evento così bello, esteso e trasversale, come fino ad ora non se ne erano mai visti.
La cosa ci allieta ancor di più anche perchè accade proprio in concomitanza con la firma della carta dello Scoutismo Italiano, altro evento a cui A.S.C.I. - ESPLORATORI E GUIDE D'ITALIA ha partecipato, perchè invitata e presa in considerazione.
Siamo lieti infine di comunicare che è già stata scelta la sede della prossima riunione di preparazione, che sarà presso la nostra base scout di Ripatransone, dal 25 al 26 Giugno 2011, come da programma che alleghiamo qui sotto. A.S.C.I. - ESPLORATORI E GUIDE D'ITALIA è lieta infine di mettere a disposizione dell'intendenza le altre basi scout associative di Iseo, di Passignano Sul Trasimeno e presso la base scout sarda, retta dal nostro Presidente Pietro Murtas.
Divulghiamo un po' di materiale, come richiestoci dall'amico Giampiero Giacomel. Nelle varie pattuglie sono già presenti dei collaboratori di A.S.C.I. - ESPLORATORI E GUIDE D'ITALIA a cui se ne stanno aggiungendo anche degli altri.
Ecco qui sotto la lettera di convocazione della seconda riunione:
Carissimi,
come noto il
25/26 giugno a Ripatransone (AP) si terrà la nostra seconda riunione di Pattuglia Italia per l'organizzazione e il coordinamento del contingente italiano all'Africa jamboree 2012. Durante tale incontro presenteremo e verificheremo il lavoro delle pattuglie che sono state attivate e che stanno lavorando in specifici ambiti per garantire un alto livello a tutto il contingente. Chiunque potrà aderire liberamente a una qualsiasi delle pattuglie semplicemente scrivendo a me il proprio interesse. E' fondamentale aderire ai lavori di una qualsiasi pattuglia prima dell'incontro del 25/26 giugno.

Le pattuglie oggi operative sono:
- Pattuglia di promozione (rapporto con i media, raccolta fondi, ricerca patrocini, ecc.);
- Pattuglia design (creazione di video, loghi, brochure, ecc);
- Pattuglia cultura (mediazione culturale italia/Africa, collaborazione tra associazioni, ecc);
- Pattuglia logistica (materiali, organizzazione, voli, trasporti, ecc).
- Pattuglia medica (solo persone professionalmente competenti).

Per ogni informazione, chiarimento sul lavoro delle pattuglie e per partecipare alle stesse scrivete all'indirizzo capoclan2004@yahoo.it

volantino

Inoltre per promuovere meglio l'evento date una risposta a questo link:
http://www.facebook.com/event.php?eid=124473750961784


Africa Jamboree (pdf)

Programma (doc)


Solo Dio


Solo Dio conosce esattamente quello che è nel tuo cuore...la profondità dei tuoi pensieri...solo Dio può capire i tuoi momenti difficili,dove la debolezza sembra prendere il sopravvento, dove la delusione più profonda ti porta a diffidare di tutto e tutti; solo Dio conosce la solitudine, il vuoto che sembra essere nel tuo cuore, quando ti sembra di urlare in mezzo alla gente e non essere sentita da nessuno;solo Dio comprende quel tuo silenzio che vuol dire tanto,molto di più...solo Dio può rispondere ai i tuoi perché.... solo Dio ti capisce profondamente anche quando tu stessa non ti capisci, quando tutto sembra scorrere, scivolare davanti ai tuoi occhi e la tua incapacità di riuscire fermare ogni cosa; solo Dio sa come tirarti fuori da tutto ciò... solo... se tu lo vuoi.... alza gli occhi al cielo... proprio adesso che tutto ti sembra perduto... proprio adesso che non vedi nessuna soluzione, nessuna via d'uscita... proprio adesso che hai toccato il fondo e non trovi nessuno accanto a te capace di tirarti su...Dio vuole aiutarti... SOLO DIO TI AMA DI UN AMORE SINCERO, VERO E PURO... SOLO CRISTO GESÙ PUÒ!!!

mercoledì 20 aprile 2011

Ai Capi e alle Capo Scout : non abbiate paura!




Di Monsignor Benoît Rivière, Vescovo di Autun, lupetto, (rangers, pionnier, e poi capo rangers per 6 anni degli Scouts de France)

(Traduzione dal francese di Lucia Egua, dal sito web “ma vocation.org” http://www.mavocation.org/actualite-eglise-catholique-paris/evenements-passes-du-diocese/aux-chefs-et-aux-cheftaines/)


Hai scelto di donarti gratuitamente per aiutare i più piccoli a crescere nello scautismo.
Hai scoperto che i ragazzi e le ragazze che i genitori ti affidano, proiettano delle volte su di te e sull’associazione della quale fai parte, sacerdoti compresi, uno sguardo di ammirazione e cercano di imitarti.

La communion © esprit-photo.com - 100 ans du scoutismeNon avere paura! Puoi essere un esempio per i più piccoli, nonostante le tue debolezze; i giovani hanno fiducia in te e in te vedono l’adulto che vorrebbero diventare. Pensa a Giovanni Battista e non crederti il Messia! Non devi far mai arrestare il loro sguardo su di te, ma devi far scoprire ai giovani Cristo.

Come Capo, non cercare di farti servire e di essere elogiato. Piuttosto devi voler servire, che significa essere utile a coloro che sono sotto la tua responsabilità di Capo Scout.
Conosci il metodo scout,
che è un cammino evangelico di progressione e d’impegno.
Anche tu devi vivere secondo i grandi principi dello scautismo. Ma quali sono le grandi intuizioni del fondatore dello scautismo, sulle quali puoi far affidamento nel tuo servizio ai più piccoli, facendo, allo stesso tempo, nascere la loro vocazione personale?

Gli aspetti dello scautismo che mi sembrano particolarmente adatti a far nascere nei ragazzi la vocazione e a fornire loro una prima risposta, sono tre. Con dei metodi pedagogici appropriati per ciascuna età, lo scautismo stimola e sviluppa nei bambini e negli adolescenti, la capacità di osservazione e di ascolto. L’osservazione attenta della realtà della natura e l’ascolto attivo di quello che viene chiesto, sono delle qualità importanti per lo sviluppo armonioso della libertà. Come si può rispondere un vero “sì” senza una presenza riconciliante con se stessi e con gli altri?

Un secondo aspetto è l’importanza delle responsabilità affidata in ogni tappa della progressione personale scout. Dal lupetto all’esploratore fino ad arrivare al rover, dalla coccinella alla guida, ogni ragazzo e ogni ragazza si vede affidata una responsabilità proporzionata alla sua età, rivolta in particolare ai più piccoli. E quando un ragazzo diventa il fratello o la sorella maggiore di una altro ragazzo, succede questo: egli scopre il germoglio di quella che sarà più tardi la paternità o la maternità, compresa quella spirituale. Perché il Capo o la Capo Squadriglia, l’Assistente, il Capo o la Capo Scout non si impegnano soltanto con le loro azioni o con le loro parole autorevoli a far crescere gli altri nelle loro attitudini specifiche a conoscere e a giocare; si tratta anche di un allenamento nella fede quando, per esempio, propongono un momento di preghiera o di riflessione.

Fin da piccoli, nello scautismo, si impara a servire gli altri in tutte le dimensioni della loro personalità creata a immagine e somiglianza di Dio.

Infine bisogna ricordare il terzo aspetto: l’ambiente dello scautismo.

Si tratta di un ambiente educativo integrale della persona umana. È un mezzo che favorisce e genera degli scambi veri nei quali, come dicono i ragazzi, “non ci si mette dei problemi (non ci si arrovella)”. Quante discussioni semplici e vere si sono sviluppate durante la strada, durante il tempo libero o la sera attorno al fuoco! Mi ricordo, durante un campo estivo a Corrèze, di essermi confidato con l’assistente scout del clan 89 esimo di Parigi esprimendoli il mio desiderio di diventare sacerdote. Tu che sei Capo, fai in modo che il dialogo con i ragazzi venga riportato dalla vita scout su un piano concreto, in modo che non restino soltanto parole in aria, ma che si instauri un dialogo vero e responsabile che fa assumere in maniera progressiva al bambino già la libertà dell’adulto.

martedì 19 aprile 2011

LA LEGGENDA DEL BAMBU’

C’era una volta un bellissimo e meraviglioso giardino. Era situato a ovest del paese, in mezzo al grande regno. Il Signore di questo giardino aveva l’abitudine di farvi una passeggiata ogni giorno, quando il caldo della giornata era più forte.
C’era in questo giardino un bambù di aspetto nobile. Era il più bello di tutti gli alberi del giardino e il Signore amava questo bambù più di tutte le altre piante. Anno dopo anno, questo bambù cresceva e diventava sempre più bello e più grazioso. Il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne godeva.
Un bel giorno il Signore si avvicinò al suo albero amato e l’albero, in grande venerazione, chinò la sua testa: Il Signore gli disse: “Caro bambù, ho bisogno di te”. Sembrò al bambù che fosse venuto il giorno di tutti i giorno, il giorno per cui era nato. Con grande gioia ma a bassa voce il bambù rispose: “Oh Signore, sono pronto: Fa di me l’uso che vuoi!”.
“Bambù – la voce del Signore era addolorata – per usarti devo abbatterti”; il bambù fu spaventato, molto spaventato: “Abbattere me, Signore, che hai fatto diventare il più bel albero di tutto il giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma, per favore, non abbattermi”:
“Mio caro bambù – disse il Signore, e la sua voce era più triste – se non posso abbatterti, non posso usarti”.
Nel giardino ci fu allora un grande silenzio. Il vento non tirava più, gli uccelli non cantavano più. Lentamente, molto lentamente, il bambù chinò ancora di più la sua testa meravigliosa. Poi sussurrò: “Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, fa di me quello che vuoi e abbattimi”.
“Mio caro bambù – disse di nuovo il Signore – non devo solo abbatterti, ma anche tagliarti le foglie ed i rami”. “Oh Signore – disse il bambù – non farmi questo: lasciami almeno le foglie e i miei rami”. “Se non posso tagliarli, non posso usarti”.
Allora il sole si nascose e gli uccelli ansiosi volarono via, il bambù tremò e disse, appena udibile: “Signore, tagliali!”
“Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore. Se non posso farti questo non posso usarti”. Il bambù non poté più parlare. Si chinò a terra.
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, taglio i rami, levò le foglie, lo spaccò in due e ne estirpò il cuore. Poi portò il bambù alla fonte di acqua fresca vicino ai suoi campi inariditi. Là, delicatamente, il Signore dispose l’amato bambù a terra: un’estremità del tronco la collegò alla fonte; l’altra la diresse verso il campo arido. La fonte dava acqua, l’acqua si riversava sul campo che aveva tanto aspettato. Poi fu piantato il riso, i giorni passarono, la semenza crebbe e il tempo della raccolta venne.
Così il meraviglioso bambù divenne realmente una grande benedizione in tutta la sua povertà e umiltà.
Quando era ancora grande e bello e grazioso, viveva e cresceva soltanto per se stesso e amava la propria bellezza. Al contrario ora, nella sua condizione di povertà, era divenuto un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.

mercoledì 2 marzo 2011

Essere Capi Scout oggi, ha ancora senso?

Siamo in piena emergenza educativa. Ce lo sentiamo ripetere da tempo e da tutti i lati, ma ci siamo chiesti cosa significa veramente? Nella prolusione all’assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana del 25-29 maggio 2009 il card. Angelo Bagnasco ha ricordato come numerosi genitori ed insegnanti, ritenendo praticamente impossibile l’opera di educazione, vi rinunciano in partenza, assumendo atteggiamenti di rinuncia, alle volte non dichiarati ma effettivamente percepibili. Per molti adulti sembra già un risultato soddisfacente riuscire a trasmettere le nozioni di base del galateo o, in ambito scolastico, le nozioni fondamentali delle singole materie di studio.
Ma l’educazione è molto di più che istruzione. Educare significa risvegliarsi dal torpore che oggi ci stordisce per nutrire quell’uomo e quella donna, capaci di scegliere, in modo da alimentare un processo di crescita interiore mai finito.
Fare il capo scout oggi significa avere il coraggio di fare delle scelte importanti, chiare controcorrente per testimoniarle nella quotidianità per dare un grande segno di cosa significa libertà evitando di diventare schiavi di noi stessi spegnendo gli ideali. Ma significa anche la possibilità di cogliere il senso pieno dell’amore, che è dare, donare ogni giorno la propria vita per gli altri.
“Siamo qui perché abbiamo ricevuto una chiamata”. Con questa forte affermazione sono stato salutato all’arrivo di uno dei tanti campi di formazione a cui ho partecipato. Una chiamata che ci ricorda quella di Gesù fatta ai discepoli, per far prendere coscienza di come si deve essere in un mondo difficile, oscuro e ostile. E’ per questo che per noi capi, e per tutti noi adulti, oggi la sfida sembra più difficile, ma noi non ci tiriamo indietro: siamo qua per dare la nostra testimonianza e il nostro contributo consapevole.
Il sapore della vita è il mosto di tre grappoli: coraggio, libertà e amore. Non c’è libertà senza coraggio, non c’è amore senza libertà. E amore, libertà e coraggio sono la terra di Dio, sono il senso della croce, sono la patria di ogni vita vera.
Essere capo scout oggi significa scegliere liberamente e con coraggio di testimoniare l’amore di Dio, educando con competenza, responsabilità e coerenza.